La realizzazione di un museo della ceramica a Montelupo era in cantiere già a partire dal dopoguerra.

Nel piano di ricostruzione del 1946 era prevista, infatti, la realizzazione di un edificio che doveva ospitarlo

Ma è stato solo nel 1973 quando, durante i lavori di pavimentazione di un’antica strada del castello di Montelupo, nella parte più alta del centro storico, fu trovato un antico pozzo, che venne subito battezzato “Pozzo dei lavatoi” che si posero le basi per arrivare finalmente alla realizzazione di tale museo.

Il Pozzo dei lavatoi era stato  adibito a discarica per le vicine fornaci per questo  si rivelò un grande deposito archeologico che  raccoglieva le testimonianze delle produzioni. La stratigrafia così formata risultò utilissima ed affidabile per ricostruire le vicende produttive di questo centro di fabbrica.
Dopo il ritrovamento fu la Soprintendenza Archeologica della Toscana a condurre le campagne di ricerca che nel biennio 1975-76, grazie a una  paziente opera di restauro sui materiali rinvenuti, produssero circa 300 esemplari ceramici riconducibili al primo quarto del 1500.
Questi primi materiali furono il nucleo di una prima importante esposizione che si tenne a Montelupo nell’estate del 1977,  nei locali dell’allora scuola elementare “E. Corradini” (che nel 2008 diverrà la sede attuale del Museo).
In quel periodo nacque e si consolidò il Gruppo Archeologico di Montelupo un gruppo di volontari che estese la propria attività di ricerca a tutta l’aria urbana di Montelupo.
Il recupero e il successivo restauro dei materiali permise di ricostruire l’attività dei nostri ceramisti dal XIV fino al XIX secolo.

L’amministrazione comunale di Montelupo si impegnò a fondo per dare una sede prestigiosa al patrimonio archeologico che si stava formando, decidendo infine di trasformare in museo lo stesso palazzo comunale, lo storico Palazzo del Podestà.

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Il 3 luglio 1983 venne inaugurato il Museo della Ceramica e del Territorio, divenuto poi Museo Archeologico e della Ceramica di Montelupo

Nel gennaio 1985 venne aperta al pubblico la prima parte dedicata all’archeologia del territorio con una sezione di Preistoria, progettata e costruita in collaborazione con l’Università di Siena.

Dal 1989 il Museo è stato suddiviso in aree tematiche:
piano terra -> archeologia del territorio e area didattica
piano primo -> sala delle donazioni e storia della ceramica di Montelupo.

Nel 1993 è stato aperto al pubblico l’ultimo piano dell’edificio, anch’esso dedicato alla storia della Ceramica di Montelupo.

Nella primavera del 2007 la parte di archeologia del territorio venne trasferita presso il complesso di Santa Lucia all’Ambrogiana, appositamente restaurato.

Nel Maggio 2008 il Museo della Ceramica è stato trasferito nella nuova sede di Piazza Vittorio Veneto, andando ad occupare il volume della ex scuola elementare “Corradini” che,  nel frattempo era stata oggetto di un recupero edilizio proprio in vista di tale trasferimento.

La ceramica di Montelupo era così esposta in luogo che permetteva e permette ancora oggi di valorizzarne le peculiarità, in un percorso articolato in 12 sale disposte su tre piani, 2 lunghi corridoi ai piani superiori ed una sala per esposizioni temporanee su due livelli, oltre ad un’ampia hall dedicata all’accoglienza dei visitatori.

Nel 2014 l’Amministrazione ha ripensato ulteriormente la funzione del Museo della ceramica, integrandolo in un nuovo istituto culturale che integra anche la biblioteca comunale e l’archivio storico nella sua parte preunitaria.

Il MMAB (Montelupo Museo, Archivio, Biblioteca) è stato inaugurato il 4 maggio 2014.
L’unificazione in una sola sede di Museo Archivio e Biblioteca ha necessariamente comportato una revisione degli spazi destinati ai vari servizi, e questa è stata l’occasione per riprogettare l’esposizione e l’allestimento del Museo della Ceramica così come si può vedere oggi.