Un territorio abitato già da Romani ed Etruschi: i percorsi archeologici a Montelupo

Dalla terra possono scaturire frammenti di antiche maioliche, è il caso del celebre “Pozzo dei Lavatoi”, ma nel corso degli anni non sono mancati reperti di età etrusca e romana, e in qualche caso sono venuti alla luce anche abitati in buono stato di conservazione. I percorsi archeologici di Montelupo ci portano indietro nel tempo, alle origini della nostra storia.

La Villa Romana del Vergigno

Situata tra il torrente Pesa e il Virginio, la villa risale al I secolo a.C ed è uno straordinario esempio

di abitazione romana “rustica” di epoca repubblicana. Essa si estende per circa 500 metri quadrati, che comprendono sia l’area residenziale che quella agricola. In particolare, l’area residenziale conta ben 16 vani su due piani e comprende le terme con il frigidarium, la vasca del tiepidarium, il laconicum per i bagni di vapore e il calidarium. In quest’ultimi due ambienti i pavimenti

rialzati permettevano la circolazione sottostante dell’aria calda. La parte agricola e produttiva comprendeva due fornaci per la cottura della ceramica e ambienti dedicati alla spremitura dell’uva.

Nella Villa Romana del Vergigno sono stati ritrovati scarti di lavorazione di anfore Lamboglia 2, la cui fabbricazione non era stata mai documentata nell’Italia tirrenica, e altri reperti di materiali ceramici, vetri e monete.

Il parco di Montereggi

I percorsi archeologici a Montelupo conducono al poggio di Montereggi, noto agli studi di etruscologia grazie a tre importanti campagne di scavo (1983-85). Qui sono stati rinvenuti reperti e frammenti di anfore di età protovillanoviana (XII-XI a. C.) e insediamenti etruschi della metà del VI secolo a.C.. L’acropoli ha inoltre rivelato strutture sepolte associabili ad oggetti di valore votivo, suggerendo una destinazione ad area templare.

In anni recenti, gli scavi hanno messo in luce strutture murarie in conci d’arenaria, che sembrano far pensare a un’opera di terrazzamento. Dalla cisterna è emersa anche una pregiata lastra in terracotta con la testa di una donna velata, realizzata in altorilievo. Il pezzo è datato attorno alla metà del VI secolo a.C..

Molti reperti rinvenuti a Montereggi sono esposti al Museo della Ceramica e al Museo Archeologico di Montelupo.

Museo Archeologico

L’attuale Museo Archeologico si sviluppa dal vecchio Museo Archeologico e della Ceramica (1985-2006) e raccoglie i materiali frutto di oltre trent’anni di ricerche effettuate tra il Medio Valdarno Fiorentino, la Bassa Val di Pesa ed il Montalbano. Si tratta di resti provenienti da oltre 160 stazioni preistoriche, i reperti protostorici degli insediamenti capannicoli del Valdarno, le prime

tracce del popolamento e dei centri etruschi d’altura, la colonizzazione romana e la lunga transizione al Medioevo, fino alla nascita dei nuovi insediamenti che supportarono lo sviluppo della Firenze rinascimentale.

Il Museo Archeologico conserva alcuni pezzi eccezionali. Si tratta della kilyx attica attribuita al pittore di Codros, databile tra il 440 ed il 430 a.C e proveniente da Montereggi. Altrettanto importante è il bacile di bronzo dorato con medaglione di Carlo Magno, che fa parte della serie bacili Hansa, fabbricati nell’isola di Gotland (Mar Baltico).

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