Alla scoperta dei tesori di un borgo medievale: Montelupo Fiorentino fra arte e storia

Se quanto detto da Marcel Proust è vero – e cioè che la vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con occhi nuovi – , allora il percorso di Montelupo Fiorentino fra arte e storia è il luogo giusto per iniziare.

L’esercizio di riscoprire la città può partire dalle torri e mura trecentesche, in gran parte conservate e costruite nel 1348, annus terribilis a causa dell’epidemia di peste nera, e proseguire con la Pieve di San Giovanni Evangelista, che custodisce una Pala della scuola del Botticelli. Ma non solo: l’itinerario nell’arte passa anche da Casa Sinibaldi, dove nacque lo scultore e architetto Baccio Sinibaldi, detto Baccio da Montelupo.

Il centro di Montelupo Fiorentino offre anche l’opportunità di vedere il Molino degli Elmi (XVII secolo) e la Prioria Vecchia di San Lorenzo, costruita a più riprese tra il XIII e la metà del XIV secolo.

I piccoli tesori custoditi negli edifici religiosi di Montelupo Fiorentino

Il percorso di Montelupo Fiorentino fra arte e storia non si esaurisce nel centro storico della città, ma spazia anche nelle zone limitrofe. Proseguendo verso Empoli, per esempio, è degna di nota la  Chiesa dei SS. Quirico, Lucia e Pietro d’Alcantara all’Ambrogiana, fondata da Cosimo III nel 1678 e in cui sono conservati un crocifisso della scuola di Baccio Sinibaldi e un capolavoro scultoreo del Seicento fiorentino, il Cristo della Colonna. Vicino al convento sorge anche l’Orto dei Frati, con le sue due cappelle dedicate alle storie della vita di San Pietro d’Alcantara.

Andando verso Sammontana si incontra l’omonima chiesa dedicata a Santa Maria, che possedeva un impianto originale a tre navate con tetto a capanna e abside e che conserva ancora delle scarselle affrescate.

Il percorso di Montelupo Fiorentino fra arte e storia si conclude idealmente con la Chiesa di Santa Maria a Samminiatello, il cui nome deriva da un antico oratorio citato già del 1079, e con la Chiesa di San Michele a Luciano. Della prima si conservano nel coro le opere più rilevanti: sul lato sinistro la Trinità adorata dai Santi del manierista Pier Francesco Foschi; sull’altare maggiore la Natività della Madonna, di Giovanni Nigetti; sulla parete destra la tavola con la Madonna adorata dai Santi (1523), eseguita da un artista della scuola di Piero di Cosimo.

Della Chiesa di San Michele a Luciano, invece, si ricordano l’impianto e i materiali tipici di una chiesa rurale e, nel catino absidale, l’ affresco del Trecento con il Cristo Apocalittico attorniato da angeli con la Madonna e San Giovanni Battista.

La Chiesa di San Michele a Luciano e l’Orto dei Frati all’Ambrogiana hanno bisogno di te: scopri cosa puoi fare!