Una residenza monumentale nel cuore del parco: la Villa Medicea dell’Ambrogiana a Montelupo

Nel suo nucleo più antico la Villa Medicea dell’Ambrogiana a Montelupo fu acquistata da Ferdinando I dei Medici, che dal 1587 avviò i lavori di restauro, affidati prima a Raffaele Pagni e

poi a Gherardo Menichini, raddoppiando le torri angolari e conferendogli così una struttura geometrica regolare.

Numerosi i rifacimenti susseguitisi nei secoli, tra cui l’innalzamento di un piano, come illustrato in

una delle lunette di Giusto Utens (link alla lunetta), e la costruzione di un porticciolo sull’Arno.

Notevole era anche il parco/giardino della Villa Medicea di Montelupo: esso giungeva fino al greto del fiume, concludendosi con una grotta manieristica con giochi d’acqua, opera di Giovan Battista Ferrucci detto il Tadda, ornata da bassorilievi con soggetti fluviali, faunistici e floreali.

La Villa Medicea di Montelupo da Cosimo III a oggi

Sotto il granducato di Cosimo III la villa divenne residenza prediletta e fu iniziata la costruzione del vicino convento dedicato a San Pietro d’Alcantara. Nell’Ambrogiana era custodita una notevole raccolta di ritratti naturalistici di animali, eseguiti da Andrea Scacciati, Pietro Neri e Bartolomeo Bimbi. Nel 1854 divenne penitenziario, accogliendo prima i prigionieri delle Murate e poi solo donne e minori. Nel 1886 divenne il primo manicomio criminale d’Italia.

Oggi la Villa Medicea di Montelupo è un Ospedale Psichiatrico Giudiziario in corso di dismissione, ma soprattutto un luogo simbolo della città, che ci auguriamo sia restituito presto alla fruizione culturale e turistica.