1) Come la sua arte si approccia alla Materia Prima ceramica? Fin dagli anni Settanta la materia prima del mio lavoro è stata il monitor del televisore, che ho utilizzato per realizzare numerose videosculture. Basti considerare che nel1989 avevo realizzato, nell’importante mostra Videoskulptur 1963-1989 di Colonia, una serie di monitor televisivi spenti intitolata appunto Materia Prima, una sorprendente coincidenza! Per certi versi la mia personale materia prima è stata proprio la tecnologia. Pur avendo utilizzato in passato anfore in terracotta affiancate alla tecnologia per una grande installazione in El Cairo nel 2001 dal titolo Mediterranea, in questo caso ho dato un senso letterale all’originarietà della materia tecnologica ideando dei monitor di terracotta.

2) Le Sculture in Città per Montelupo e il rapporto Arte e Artigianato. Come nasce la sua opera sul territorio e per il territorio?La fornace Cioni Alderighi che mi è stata assegnata come luogo di realizzazione del mio lavoro, di per sé una grande scultura ambientale in terracotta, mi ha ispirato fin dall’inizio ad interagire con l’identità stessa del posto, dove appunto si producevano, modellavano e cuocevano terracotte. Considerandomi un barbaro delle tecnologia ma anche un amante dei materiali (dal ferro alla stoffa, dalla pietra al legno), in questo luogo carico di storia ho ambientato la mia stessa storia personale, quella di pioniere dell’uso della tecnologia in Italia.

3) Come la sua opera si relaziona con la storia e la tradizione di Montelupo?I miei televisori in terracotta, trattati come fossero veri e propri reperti di scavo, riprendono la storia stessa della ceramica di Montelupo Fiorentino, dei suoi ritrovamenti archeologici, della sua collocazione in una sede museale, dei suoi scavi urbani. Nella mia opera ho immaginato di mandare in corto circuito il tempo antico con quello presente, creando un reperto tecnologico che per certi versi è oggi la forma stessa del monitor televisivo, ormai classico  e antico rispetto ai nuovi schermi digitali al plasma o a led.

Le aziende del territorio che realizzano l’opera con Fabrizio Plessi

 

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